Martedì 11 agosto 2026
Quadro generale
La giornata si apre con tre segnali molto forti. Hormuz torna a spingere il petrolio verso gli 88 dollari, perché il negoziato USA-Iran appare nuovamente bloccato; Singapore alza nettamente le previsioni di crescita 2026 grazie al boom dell’AI; e nel mercato M&A continua la pressione del private equity su aziende dotate di asset reali e piattaforme difficili da replicare.
Il filo conduttore di oggi è chiaro: la due diligence tradizionale non basta più. Contratti, M&A e internazionalizzazione devono ormai incorporare rischio geopolitico, dipendenza tecnologica, AI governance, supply chain e continuità operativa.
Geopolitica — Hormuz: il mercato non crede più a una riapertura rapida
Il Brent è salito questa mattina fino a circa 88 dollari al barile, dopo il +5% di lunedì. Il principale motivo è il nuovo stallo nei negoziati tra Stati Uniti e Iran sulla riapertura dello Stretto di Hormuz.
La questione sta diventando politicamente più complessa di un semplice accordo sulla navigazione. I Paesi del Golfo sembrano progressivamente rassegnarsi alla possibilità che l’Iran mantenga una forma di controllo di fatto sul traffico in entrata nello Stretto. Il flusso di petrolio attraverso Hormuz sarebbe sceso da circa 20 milioni a circa 2,2 milioni di barili al giorno.
La conseguenza strategica è importante: se Tehran ottiene un ruolo stabile di controllo o supervisione, Hormuz non torna semplicemente alla situazione precedente alla guerra. Nasce una nuova architettura di rischio commerciale.
Per le imprese italiane che operano con Golfo e Asia suggerirei ormai clausole specifiche su:
- interdizione selettiva della nave;
- controllo della nazionalità dell’armatore;
- aumento dei premi assicurativi;
- deviazione obbligatoria della rotta;
- extracosti energetici;
- impossibilità di pagamento tramite determinate banche;
- sanzioni sopravvenute;
- obbligo di rinegoziazione oltre determinate soglie di costo.
Una vera Geopolitical & Supply Chain Contract Review può diventare un servizio autonomo per le PMI esportatrici.
Intelligenza artificiale — l’AI Act è entrato nella fase di applicazione generale
Dal 2 agosto 2026 è iniziata l’applicazione della maggior parte delle disposizioni dell’AI Act europeo, comprese le regole di trasparenza dell’articolo 50.
Per le imprese significa che non è più sufficiente sapere genericamente che “si usa ChatGPT” o un altro sistema. Occorre stabilire:
- quale sistema viene utilizzato;
- chi è provider e chi deployer;
- quali dati entrano;
- quali contenuti vengono generati;
- quali decisioni vengono supportate;
- se l’utente deve essere informato;
- come viene conservata la prova della conformità.
Il punto più interessante, però, continua a essere quello degli agenti AI, cioè sistemi capaci di pianificare e compiere autonomamente più azioni utilizzando strumenti esterni. La ricerca giuridica più recente evidenzia che per questi sistemi si sovrappongono AI Act, GDPR, Cyber Resilience Act, NIS2, Data Act e responsabilità da prodotto.
Nascono esigenze con verifica di:
- permessi attribuiti;
- sistemi collegati;
- flussi di dati;
- operazioni autonome;
- human override;
- logging;
- responsabilità contrattuali;
- cyber insurance;
- gestione degli incidenti.
È probabilmente uno dei settori in cui diritto societario, contratti e cybersecurity si incontreranno più rapidamente.
Novità operativa sul processo telematico
Il 10 agosto alcuni uffici giudiziari hanno pubblicato una nota relativa all’aggiornamento dei sistemi di deposito telematico nel processo civile. Il Portale dei Servizi Telematici continua inoltre a pubblicare avvisi tecnici e strumenti di supporto, compreso il nuovo webinar sull’“Istanza web” per professionisti e ausiliari.
Per gli studii legali è quindi opportuno mantenere una procedura interna molto semplice: in caso di anomalia nel deposito, conservare ricevute PEC, schermate ed eventuali comunicazioni ufficiali sull’indisponibilità del sistema.
Economia e mercati — petrolio e inflazione tornano insieme
Il petrolio rappresenta oggi il principale rischio macroeconomico. Brent intorno agli 88 dollari, WTI intorno agli 82,45 dollari.
I mercati asiatici sono invece relativamente stabili: MSCI Asia-Pacifico circa +0,2%, Corea +0,3%, mentre gli investitori aspettano il prossimo dato CPI statunitense.
Il rischio è una combinazione scomoda:
petrolio alto + crescita debole + inflazione persistente.
Una sorpresa negativa sull’inflazione potrebbe riaprire il dibattito su ulteriori rialzi Fed proprio mentre il mercato del lavoro americano mostra segnali di indebolimento.
Segnale sull’AI
Nvidia ha annunciato partnership con grandi operatori finanziari finalizzate a mobilitare fino a 500 miliardi di dollari per infrastrutture AI.
La scala è impressionante, ma pone una domanda cruciale: quanta parte di questa capacità produrrà ritorni economici adeguati?
Per le PMI eviterei quindi investimenti AI basati sulla semplice moda. Ogni progetto dovrebbe avere:
costo, risultato atteso, indicatore, verifica, possibilità di uscita.
M&A per PMI — un caso interessante: MarineMax
Blackstone Infrastructure, tramite Safe Harbor Marinas, è vicina a un accordo da circa 1,5 miliardi di dollari per acquisire MarineMax. L’offerta sarebbe intorno a 53 dollari per azione, contro una precedente quotazione di circa 35,68 dollari.
MarineMax possiede:
- circa 65 marine e strutture di deposito;
- circa 70 concessionarie nautiche;
- una rete geografica già costruita;
- infrastrutture fisiche difficilmente replicabili.
Il caso è istruttivo anche per una PMI.
Il compratore non valuta soltanto EBITDA. Valuta:
- asset difficili da ricreare;
- presenza geografica;
- clienti;
- network;
- possibilità di integrazione;
- crescita attraverso acquisizioni.
Nella preparazione di una PMI alla vendita aggiungerei una domanda:
“Qual è la cosa che un concorrente dovrebbe spendere anni o molto denaro per ricreare?”
Può essere un contratto, una rete distributiva, un’autorizzazione, un know-how, un impianto, una posizione geografica, un database o una reputazione.
Quello è spesso il vero asset strategico dell’azienda.
Il mercato generale resta molto favorevole: il cross-border M&A ha raggiunto 893 miliardi di dollari nel primo semestre 2026, +62%, mentre il private equity dispone ancora di enormi riserve di capitale.
Singapore — la notizia più importante di oggi
Singapore ha appena alzato drasticamente le proprie previsioni di crescita 2026.
Il Governo prevede ora una crescita tra 4,5% e 5,5%, dopo un secondo trimestre a +5,9% e un primo semestre complessivamente a +6,1%.
La ragione principale è la domanda globale collegata all’AI:
- semiconduttori;
- elettronica;
- data center;
- investimenti tecnologici;
- capital expenditure internazionale.
Anche la previsione sulle esportazioni domestiche non petrolifere è stata aumentata al 14–16%.
Ma c’è un rischio
La Monetary Authority of Singapore segnala che il boom dell’AI potrebbe non essere indefinitamente sostenibile e che l’inflazione potrebbe tornare a salire.
Singapore sta quindi diventando una sorta di laboratorio perfetto dell’economia AI:
crescita elevata + capitale + tecnologia + rischio di concentrazione.
Opportunità:
- holding regionali;
- IP;
- contratti tecnologici;
- data governance;
- family office;
- private equity;
- arbitrato;
- M&A ASEAN.
Dubai e UAE — resilienza molto forte, ma non immunità
Il DIFC continua a mostrare numeri notevoli: oltre 10.000 società attive, con 2.318 nuove società nei dodici mesi terminati a giugno; 1.506 sono entrate soltanto nel primo semestre 2026.
Le società finanziarie regolamentate sono aumentate del 16%, arrivando a 1.134.
Dubai quindi continua a ricevere imprese nonostante la guerra regionale.
Questo conferma una caratteristica importante: il suo vantaggio non deriva più soltanto dalla fiscalità, ma dall’ecosistema:
- Banche, fondi, family office, professionisti, arbitrato, strutture societarie, mercato del capitale.
Opportunità
Per un mercato del genere punterei progressivamente meno sulla semplice “apertura della società” e più su:
Italia ↔ Dubai: M&A, governance, family business, successione, investimenti e contratti internazionali.
Thailandia — nessuna nuova misura oggi, ma il trend resta forte
Non emergono questa mattina nuove decisioni normative di rilievo.
Restano però molto significativi i dati recenti: il Board of Investment ha approvato circa 1,99 miliardi di dollari di nuovi investimenti, mentre Mitsubishi Motors ha programmato circa 473 milioni di dollari di nuovi investimenti entro il 2030 soprattutto nell’elettrico.
La Thailandia continua quindi a beneficiare della riorganizzazione delle supply chain asiatiche.
Per aziende italiane vedo spazio nei settori: componentistica; macchinari; automazione; lettronica; agritech; logistica; medicale.
Particore attenzione sarà soprattutto nella scelta e regolazione del partner locale, non nella mera costituzione societaria.
Cina — sempre più evidente lo squilibrio strutturale
La Cina ha registrato a luglio una crescita dell’export di circa 24% e un surplus commerciale di circa 113 miliardi di dollari, mentre la crescita del PIL del secondo trimestre è stata soltanto del 4,3% e i consumi interni restano deboli.
Sul fronte prezzi, a luglio il PPI è aumentato del 3,5% ma il CPI core soltanto dello 0,9%, segnale di domanda interna ancora debole.
Questo rafforza la tesi del cosiddetto “China Shock 2.0”:
la Cina compensa il consumo interno debole con capacità produttiva ed esportazioni molto forti.
Ma questa volta non esporta principalmente prodotti semplici.
Esporta: batterie; pannelli; semiconduttori; elettronica; infrastruttura tecnologica.
Conseguenza europea, prevedo quindi crescente pressione su: antidumping; Foreign Subsidies Regulation; screening degli investimenti; procurement pubblico; local content; tutela della tecnologia.
Questo è un mercato destinato ad aumentare.
Commento critico
Oggi emerge una contraddizione molto interessante.
Singapore cresce grazie all’AI.
La Cina cresce grazie all’export tecnologico.
Il private equity compra asset strategici.
Dubai attrae capitale.
Ma contemporaneamente un tratto di mare largo poche decine di chilometri — Hormuz — riesce ancora a modificare inflazione, petrolio, tassi, valutazioni aziendali e crescita mondiale.
Questo suggerisce una conclusione importante:
l’economia del futuro sarà tecnologicamente sofisticata, ma continuerà a dipendere da infrastrutture fisiche estremamente vulnerabili.
Per una PMI questo significa che la resilienza diventerà sempre più parte del valore dell’impresa. Una società con: molti clienti; fornitori alternativi; dati portabili; contratti solidi; AI sotto controllo; mercati geografici diversificati; management autonomo, sarà semplicemente più preziosa di una società con lo stesso EBITDA ma dipendente da un unico cliente, un unico fornitore o una singola rotta.
È un concetto che considero particolarmente interessante anche per il modello di consulenza M&A che stiamo sviluppando: la due diligence non deve soltanto trovare i problemi; deve misurare la resilienza dell’impresa.
Temi da monitorare nei prossimi giorni
- eventuale accordo o ulteriore rottura USA-Iran su Hormuz;
- prezzo del Brent sopra 90 dollari;
- effettivo traffico navale nello Stretto;
- CPI statunitense e aspettative Fed;
- primi controlli concreti sull’AI Act dopo il 2 agosto;
- responsabilità degli agenti AI;
- sostenibilità degli investimenti infrastrutturali AI;
- chiusura dell’operazione MarineMax;
- nuovi deal private equity nel middle market;
- sostenibilità del boom economico di Singapore;
- flussi finanziari verso DIFC;
- nuovi investimenti industriali in Thailandia;
- risposta UE alla crescente pressione dell’export cinese.

Lascia un commento