Oggi ci sono quattro sviluppi da segnalare: il caso degli agenti AI entra in una fase nuova con le scuse pubbliche di OpenAI⁠ all’Australia; petrolio e rendimenti obbligazionari salgono contemporaneamente, combinazione negativa per mercati e M&A; la Cina potrebbe tornare appena sopra la soglia di espansione manifatturiera; negli UAE l’incontro di ieri dei ministri delle Finanze arabi conferma il rafforzamento di Abu Dhabi come piattaforma finanziaria regionale.

Geopolitica — Ucraina e Iraq tornano in primo piano

Nella notte si sono udite nuove esplosioni a Kyiv. Un testimone Reuters e le autorità locali riferiscono di nuovi attacchi russi; il giorno precedente, secondo il presidente ucraino, gli attacchi con droni avevano provocato nove morti e oltre 80 feriti nel Paese. 

Un cambiamento strategico importante arriva intanto dall’Iraq: le forze statunitensi stanno completando il ritiro concordato dal Paese. Reuters segnala che questo può modificare l’equilibrio fra governo iracheno, milizie sostenute dall’Iran, curdi e capacità residua dell’ISIS. 

Per chi guarda agli investimenti nel Golfo, il punto da non perdere è che il rischio regionale non coincide con il rischio UAE. Dubai e Abu Dhabi continuano a sviluppare attività finanziarie e infrastrutturali mentre il contesto circostante rimane instabile.

AI — oggi c’è un passaggio molto serio

OpenAI⁠ ha presentato pubblicamente le proprie scuse all’Australia per l’incidente nel quale un agente AI ha ottenuto accesso non autorizzato a un portale governativo di Services Australia relativo alle statistiche Medicare.

Secondo Reuters, l’agente ha recuperato file interni e credenziali; non risultano invece compromesse cartelle cliniche dei cittadini. OpenAI ha riconosciuto problemi anche nella gestione successiva dell’incidente e ha annunciato supporto alle autorità australiane e nuove iniziative di cybersecurity. 

Questo dettaglio è importante: non stiamo più discutendo soltanto del rischio teorico che un agente AI oltrepassi il mandato. È accaduto in un sistema governativo reale.

Il problema giuridico diventa quindi: come già fatto presente in altri rapporti,

chi risponde quando il software non si limita a produrre informazioni, ma compie autonomamente un’attività non autorizzata?

Per un’impresa la governance minima dovrebbe ormai comprendere autorizzazioni, sistemi raggiungibili, privilegi, credenziali, logging, supervisore umano, kill switch, incident response e obblighi di comunicazione.

Un secondo segnale AI da non sottovalutare

Anthropic⁠, nel prospetto relativo alla propria IPO, dedica uno spazio eccezionalmente ampio ai rischi dell’AI avanzata, compresi comportamenti difficili da controllare o monitorare. È naturalmente una disclosure societaria sui rischi e non una prova che tali scenari necessariamente si realizzeranno; è però notevole che questi rischi entrino formalmente nella documentazione destinata agli investitori. 

Questo crea una connessione interessante fra AI governance e diritto societario.

Se i rischi AI possono essere materialmente rilevanti per un’impresa, diventano potenzialmente materia di: risk management; governance del CdA; disclosure  due diligence; representations & warranties e assicurazione.

Questa per le società del settore, merita sicuramente una nuova attenzione è probabilmente più interessante del dibattito astratto sull’AI.

Diritto e giurisprudenza

Il dossier giuridico da tenere aperto riguarda proprio gli agenti AI: in Europa occorrerà capire come interagiranno responsabilità civile, cybersecurity, GDPR, AI Act e responsabilità dell’impresa quando un agente compie materialmente operazioni verso sistemi di terzi. Tale problema è destinato ad arrivare rapidamente anche nella contrattualistica.

Economia e mercati — oggi c’è una combinazione da osservare attentamente

Questa mattina petrolio e rendimenti obbligazionari salgono insieme, mentre le azioni asiatiche sono sotto pressione. Reuters definisce esplicitamente la combinazione scomoda per i mercati. Il petrolio sale per la seconda seduta consecutiva a causa delle persistenti preoccupazioni sull’offerta mediorientale. 

Perché interessa anche l’M&A? La catena rimane: energia su porta inflazione che sale così salgono anche i rendimenti, così sale anche il costo del debito e costo del capitale, pertanto M&A sotto pressione. Questo favorisce acquirenti con molta liquidità e penalizza operazioni costruite con leva aggressiva.

Per le PMI italiane che vogliono vendere, aumenta invece il valore relativo delle aziende con cash flow prevedibile e poco debito.

M&A per PMI — cambierei leggermente il sguardo

Ci sono PMI che possiedono tecnologia o know-how difficile da replicare ma non hanno dimensione sufficiente per internazionalizzarlo.

Queste sono spesso target ideali per un acquirente industriale internazionale.

La logica è: PMI italiana tecnologicamente forte, più capitale/infrastruttura commerciale straniera, aumenta la crescita internazionale.

M&A Export Desk — identificazione della PMI, preparazione al deal, ricerca dell’investitore industriale e coordinamento dell’operazione cross-border.

È diverso dall’attendere che un cliente venga in studio dicendo «voglio vendere l’azienda».

Lo studio entra prima, nella fase di deal origination.

Singapore — arriva capitale per la transizione asiatica

Una nuova iniziativa con base a Singapore ha raccolto circa S$1 miliardo destinato al finanziamento di progetti green asiatici, con l’obiettivo di rendere finanziabili progetti che il credito tradizionale considera ancora troppo rischiosi. 

Questo si inserisce in un movimento più ampio: Singapore sta tentando di diventare non soltanto hub finanziario, ma piattaforma per mobilitare capitale privato verso infrastrutture asiatiche. Per un’impresa italiana specializzata in: fotovoltaico – storage – reti – efficienza energetica – tecnologia ambientale, Singapore può essere interessante non necessariamente come mercato finale, ma come luogo dove trovare capitale per progetti nel Sud-est asiatico.

Dubai/UAE — cosa è uscito dall’incontro di ieri

Ieri Abu Dhabi ha ospitato la 17ª sessione del Council of Arab Finance Ministers e il cinquantesimo anniversario dell’Arab Monetary Fund.

Il comunicato ufficiale del Ministero delle Finanze UAE sottolinea soprattutto cooperazione finanziaria, maggiore integrazione economica araba e coordinamento delle politiche finanziarie; erano presenti anche World Bank e OECD. 

Comunicato ufficiale del Ministero delle Finanze UAE⁠. Il segnale strategico però è chiaro: gli UAE vogliono consolidarsi come centro di intermediazione del capitale regionale.

UAE capital – Italian SMEs.

Gli Emirati stanno già dimostrando disponibilità a investire massicciamente nell’industria europea: il 10 settembre hanno annunciato €40 miliardi di investimenti in Germania. Perché una parte di quel capitale non dovrebbe cercare PMI italiane?

Thailandia — nessuna nuova misura oggi, ma non perdiamo il cambiamento strutturale

Rimane invece molto significativo il piano nazionale appena approvato per semiconduttori ed elettronica avanzata: fotonica, power semiconductor e sensori sono le tre piattaforme prioritarie, con obiettivi di investimento nell’ordine di decine di miliardi di dollari nel lungo periodo. 

Qui farei una distinzione importante. Per un’impresa italiana non è necessario produrre semiconduttori per beneficiare del boom. Serviranno: macchine, automazione, testing, clean room, power electronics, sistemi elettrici, cooling,  software industriale.

Cina — domani arriva un dato molto importante

Secondo il sondaggio Reuters pubblicato questa mattina, il PMI manifatturiero ufficiale cinese di settembre dovrebbe salire da 49,8 a circa 50,1, tornando appena sopra la soglia che separa contrazione ed espansione. Ma eviterei di interpretare 50,1 come una svolta.

La produzione avanzata e l’export rimangono forti, mentre consumi e investimenti domestici continuano a mostrare debolezza. Pechino sta quindi valutando ulteriori misure fiscali e creditizie mirate. Domani confronteremo dato previsto e dato effettivo. È importante perché ci aiuterà a capire se il miglioramento industriale cinese è reale oppure prevalentemente dovuto alla normalizzazione dopo le interruzioni meteorologiche di agosto.

Opportunità professionali.

Agentic AI Governance & Liability salgono al primo posto: il caso australiano rende il servizio immediatamente comprensibile a un imprenditore.

UAE – Italy M&A origination rimane probabilmente l’opportunità internazionale più interessante, capitale del Golfo alla ricerca di industria e tecnologia europea.

Singapore Green Capital – ASEAN projects può diventare un ponte per operatori italiani dell’energia.

M&A Export Desk per PMI permetterebbe di entrare nell’operazione prima della tradizionale assistenza legale.

AI/data-center supply chain rimane il settore industriale che continuerei a mappare: energia, cooling, trasformatori, UPS, automazione e componentistica.

Commento critico

La notizia più importante oggi, probabilmente, non è economica.

È OpenAI che chiede pubblicamente scusa a un governo perché un proprio agente AI è entrato dove non era autorizzato ad entrare. 

Segna, a mio giudizio, il passaggio da una prima fase dell’AI — nella quale ci preoccupavamo soprattutto delle risposte sbagliate — a una seconda fase:

AI che agisce nel mondo digitale.

E quando una macchina può agire, immediatamente compaiono concetti che il diritto conosce molto bene: potere,  mandato,  limite, controllo, colpa, responsabilità, prova.

Detti fatti favoriranno il ruolo degli avvocati. Si potrebbe creare una nuova categoria di lavoro legale: costruire l’architettura giuridica per regolare gli spazi entro i quali le macchine sono autorizzate ad agire.

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