Resilienza

Lunedì 10 agosto 2026

Quadro generale

La settimana si apre con tre temi dominanti: Hormuz resta sostanzialmente bloccato, nonostante il negoziato Iran–Oman; i mercati asiatici salgono perché il debole dato sul lavoro USA ha ridotto le aspettative di un rialzo Fed; la Cina continua a spingere sull’export industriale e tecnologico, ma con una domanda interna ancora fragile. 

Oggi particolare attenzione in quattro aree: contratti esposti al rischio geopolitico, governance degli agenti AI, due diligence M&A più ampia dei soli profili societari e assistenza alle imprese italiane che vogliono inserirsi nella nuova filiera tecnologica ASEAN.

1. Geopolitica — Hormuz resta il vero nodo

Il negoziato tra Iran e Oman per la gestione dello Stretto prosegue, ma Teheran continua a sostenere che un accordo tecnico sulla navigazione non sarà sufficiente a riaprire il passaggio senza concessioni politiche ed economiche statunitensi. Il traffico petrolifero rimane fortemente ridotto e sono ripresi anche gli attacchi Houthi nell’area del Bab el-Mandeb. 

Questa mattina il Brent oscilla intorno agli 84–85 dollari al barile, proprio per l’incertezza sulla riapertura. 

Un dato strategico particolarmente interessante riguarda la Cina: nei mesi di giugno e luglio ha ridotto le importazioni di greggio di oltre 4 milioni di barili al giorno rispetto ai livelli precedenti alla guerra, utilizzando anche le proprie enormi riserve strategiche. 

Conseguenza legali

La clausola contrattuale classica di forza maggiore ormai non basta. Per le imprese che commerciano con Golfo e Asia suggerirei di disciplinare separatamente: indisponibilità della rotta; accesso selettivo delle navi; aumento dei premi assicurativi; alternative via pipeline o altri porti; extracosti logistici; sanzioni e restrizioni bancarie; obbligo di rinegoziazione.

2. Intelligenza artificiale — Singapore dà un segnale molto concreto sugli agenti AI

La Monetary Authority of Singapore sta affrontando direttamente il tema degli agentic AI systems nel settore finanziario e il 5 agosto ha risposto in Parlamento proprio sulla loro diffusione e sui relativi rischi. MAS sta inoltre lavorando con banche e fintech su salvaguardie specifiche per gli agenti AI. 

È un segnale importante perché Singapore tende a regolamentare tecnologia e finanza in modo pragmatico: prima identifica il rischio operativo, poi costruisce standard di governance.

La questione centrale è ormai:

non soltanto cosa produce l’AI, ma quali poteri operativi le concediamo.

Un agente può infatti accedere a e-mail, database, sistemi contabili, API, pagamenti o procedure interne.

Per una PMI

Ogni agente AI dovrebbe avere almeno:

  1. identità e finalità definite;
  2. elenco dei sistemi accessibili;
  3. limiti economici e operativi;
  4. operazioni subordinate all’approvazione umana;
  5. log delle azioni;
  6. procedura di sospensione immediata.

Questo diventerà progressivamente materia da avvocato, cybersecurity specialist e compliance officer insieme.

3. AI Act europeo — nessun “liberi tutti”

Resta confermato il rinvio al 2 dicembre 2027 di alcune disposizioni relative ai sistemi AI ad alto rischio. 

Ma il rinvio non sospende:

  • gli obblighi già applicabili dell’AI Act;
  • GDPR;
  • cybersecurity;
  • responsabilità civile;
  • obblighi contrattuali;
  • segreto professionale;
  • governance aziendale.

Inoltre, la Commissione europea è già in interlocuzione con OpenAI e Anthropic sugli incidenti collegati ad agenti AI che avrebbero compiuto attività informatiche non previste durante test di sicurezza. 

Per le PMI proporrei oggi più un AI Governance File che una generica “policy AI”:

  • inventario;
  • classificazione;
  • fornitori;
  • dati utilizzati;
  • accessi;
  • supervisione;
  • incident reporting;
  • evidenza documentale delle decisioni.

4. Economia e mercati — il mercato scommette nuovamente sui tassi

Le Borse asiatiche hanno aperto la settimana prevalentemente in rialzo. Il Nikkei è salito di circa il 2%, mentre la Corea del Sud ha guadagnato circa lo 0,8%. Le blue chip cinesi hanno invece perso circa lo 0,7%. 

Il debole rapporto sull’occupazione USA della scorsa settimana ha ridotto al 44–45% circa la probabilità implicita di un rialzo della Federal Reserve a settembre. 

Il dato decisivo della settimana sarà però l’inflazione americana. I mercati si aspettano per il core CPI di luglio un incremento mensile vicino allo 0,2%, che porterebbe il tasso annuo intorno al 2,5%. 

Per le PMI e l’M&A

Il quadro resta favorevole ma instabile:

tassi più bassi → maggiore capacità di finanziamento delle acquisizioni;

ma:

economia più debole → maggiore attenzione alla qualità dell’EBITDA e del cash flow.

5. M&A — il middle market rimane interessante, ma cambia la due diligence

Il primo semestre 2026 ha prodotto circa 2.800 miliardi di dollari di operazioni M&A, +48%, anche se il numero totale delle transazioni è diminuito. Quindi il boom continua a essere fortemente concentrato sulle grandi operazioni. 

Nel middle market, però, il private equity continua a cercare opportunità: il 58% degli operatori intervistati in un’indagine Citizens prevede un aumento dei volumi nel 2026. 

Una tendenza particolarmente interessante riguarda inoltre la due diligence sui rischi politici e reputazionali. Le attività politiche della target, contributi, lobbying e rapporti istituzionali possono creare rischi normativi, reputazionali e perfino incidere sulla valutazione dell’impresa. 

Pratica per le PMI

Alla checklist classica aggiungerei ormai:

  • rischio geopolitico;
  • concentrazione clienti;
  • dipendenza tecnologica;
  • AI governance;
  • cybersecurity;
  • sussidi pubblici;
  • attività politica/lobbying;
  • filiera geografica;
  • eventuale controllo degli investimenti esteri.

Questa è probabilmente l’evoluzione naturale della Legal Due Diligence Express che stiamo costruendo per le PMI.

6. Singapore — la novità più interessante è AI + finanza

Singapore continua a posizionarsi non semplicemente come luogo dove sviluppare AI, ma come giurisdizione dove governarla e finanziarla.

La MAS sta sviluppando salvaguardie specifiche per gli agenti AI in ambito finanziario e il Global FinTech Hackcelerator 2026 è espressamente focalizzato anche sulle protezioni per agenti AI; le candidature restano aperte fino al 14 agosto 2026. 

Parallelamente, l’industria dell’asset management di Singapore ha raggiunto nel 2025 circa 6.700 miliardi di dollari di Singapore, +10,1%. 

Opportunità

La combinazione è potente:

finanza + wealth + AI + ASEAN.

Per società che guardano nel mondo individuerei qui soprattutto, alcuni ambiti interessanti: family office; holding regionali; M&A; wealth planning; fintech; AI governance finanziaria; arbitrato.

7. Dubai e UAE — crescita DIFC, ma il rischio regionale resta

Il DIFC continua a crescere nonostante il conflitto regionale.

Nei dodici mesi terminati a giugno ha registrato 2.318 nuove società attive, +30%; soltanto nel primo semestre 2026 ne sono entrate 1.506, +39%. Il totale delle imprese attive ha superato quota 10.000. 

Questo conferma che Dubai mantiene una forte capacità di attrarre capitale e attività finanziarie.

Ma la lettura deve rimanere equilibrata: la crescita non elimina la dipendenza regionale da logistica, navigazione, assicurazioni e stabilità geopolitica.

Opportunita

Per il mercato UAE vedo sempre meno interessante limitarsi a:

“costituiamo una società in free zone”.

E sempre più interessante offrire: corporate structuring; governance familiare; foundations; M&A Italia–Golfo; successione imprenditoriale; asset protection lecita; business continuity.

8. Thailandia — una notizia molto concreta per l’industria tecnologica

Il Board of Investment thailandese ha appena comunicato che negli ultimi tre anni il Paese ha attratto oltre 26,8 miliardi di dollari di richieste d’investimento nei semiconduttori e nell’elettronica avanzata, distribuite su circa 880 progetti. 

Il solo settore dei circuiti stampati vale circa 9,85 miliardi di dollari di investimenti su 224 progetti. Più della metà dei principali produttori mondiali di PCB avrebbe ormai scelto la Thailandia come base produttiva o di espansione. 

Il mercato thailandese dell’elettronica avanzata viene stimato tra 48 e 52 miliardi di dollari nel 2026. 

Opportunità per le PMI italiane

Qui vedo una possibilità concreta per aziende italiane di nicchia: componentistica; automazione; macchinari; sensoristica; packaging avanzato; sistemi energetici; servizi ingegneristici.

9. Cina — “China Shock 2.0”

La definizione utilizzata oggi da Reuters è significativa: “China Shock 2.0”.

La Cina sta compensando la debolezza della domanda interna con una strategia molto aggressiva sulle esportazioni. A luglio l’export è cresciuto di circa il 24% e il surplus commerciale ha raggiunto circa 113 miliardi di dollari. 

Il motore non è più principalmente il prodotto a basso costo. Sono: auto elettriche; batterie; solare; semiconduttori; elettronica avanzata; infrastruttura AI.

Questo spiega perché il confronto con Europa e Stati Uniti sarà probabilmente più duro rispetto al primo “China shock” degli anni Duemila. 

Un altro elemento strategico

La crisi petrolifera sta dimostrando anche la capacità cinese di assorbire shock energetici utilizzando le proprie riserve strategiche e riducendo temporaneamente le importazioni dal Medio Oriente. 

Questo aumenta l’autonomia strategica di Pechino.

Commento critico

Il tema che emerge oggi è la resilienza.

Cina, Singapore, Dubai e Thailandia stanno perseguendo strategie molto diverse, ma tutte cercano di ridurre dipendenze critiche:

Cina: meno vulnerabile a energia e tecnologia occidentali.

Singapore: capitale, AI e regole affidabili.

Thailandia: produzione e supply chain.

Dubai: finanza, patrimoni e servizi internazionali.

Allo stesso tempo, l’Occidente sta cercando di riportare sotto controllo semiconduttori, energia e infrastrutture strategiche.

La globalizzazione quindi non sta finendo. Sta cambiando forma.

Non sarà più: “produco dove costa meno”. Sempre più sarà: “produco e investo dove il rischio complessivo è gestibile”. L’anasisi sarà: quanto è resistente questa impresa a un cambiamento geopolitico, tecnologico o normativo?

Ed è proprio qui che diritto societario, contratti, M&A, AI e internazionalizzazione stanno progressivamente convergendo.

Temi da monitorare nei prossimi giorni

  • accordo Iran–Oman e traffico reale attraverso Hormuz;
  • eventuale risposta USA alle condizioni iraniane;
  • attacchi Houthi nel Mar Rosso;
  • CPI statunitense e aspettative Fed;
  • prezzo del petrolio;
  • prime misure pratiche sugli agenti AI;
  • applicazione europea dell’AI Act;
  • middle-market M&A europeo;
  • escalation commerciale UE–Cina;
  • flussi verso Singapore e Dubai;
  • investimenti nei semiconduttori thailandesi;
  • risposta occidentale al nuovo export industriale cinese.

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